"Chi pensa di conoscermi sbaglia, perché essere me non puoi sapere com’è."
Gemitaiz. (via stringimipiuchepuoi)

(Source: sechiudogliocchinoncisei)

"Stanotte c’ho l’umore che fa rumore."
En?gma - Il rumore dell’umore.  (via stringimipiuchepuoi)

(Source: attraversoilcambiamento)

"Ancora provo a dare un senso a questo vuoto
e affogo in un mare di pare, solo sta merda ci può salvare a noi."
LowLow (via soffroeppuremivienedaridere)

nati sbagliati, poeti maledetti coi sogni stretti, reietti, disadattati. Sopravvissuti a sti giorni malati, senza appassire come i fiori sulle tombe dei soldati.
#lowlow

"Ripenso a quei bastardi
mi sarei preso una pallottola per loro
e furono loro i primi a spararmi."
"

Adesso sono la voce di chi ne ha abbastanza, di chi cade a terra sputa sangue ma poi si rialza.

"
— Mostro (via romanticismoamodomio)

(Source: giorniriciclati)

comemanialfreddo:


Questo disegno si muove con lo stesso tempo medio in cui batte il nostro cuore. Quello che senti è il suono del tuo cuore che pompa il sangue, cosa di cui normalmente non sei consapevole. Questo disegno inganna la tua mente per farti essere consapevole del battito del tuo cuore, così che tu possa sentirlo.

comemanialfreddo:

Questo disegno si muove con lo stesso tempo medio in cui batte il nostro cuore. Quello che senti è il suono del tuo cuore che pompa il sangue, cosa di cui normalmente non sei consapevole. Questo disegno inganna la tua mente per farti essere consapevole del battito del tuo cuore, così che tu possa sentirlo.

(Source: ruoloc)

ragazzaproblematica:

Lo vedete quel barattolo? Bene,ogni persona che rebblogherà questo post scriverò il suo nome e lo metterò qui dentro. Ogni giorno scriverò a una persona presa a caso da questo barattolo,cosi conoscerò tutti. Il contenitore lo metterò nello scatolone dei ricordi e lo porterò con me sempre. Mi ricorderò di tutti voi. ❤️

"Un giorno ti guarderai allo specchio, e forse un po’ timorosa, vedrai i tuoi capelli assomigliare al colore del cielo grigio.
Immediatamente ti ricorderai di quando quei capelli assomigliavano al colore del sole nelle giornate estive, o al colore del sole al tramonto, o al colore della notte, o dell’autunno.
Magari dopo farai anche uno shampoo, poi ritornerai allo specchio coi capelli bagnati, ti scruterai ancora una volta, e vedrai i tuoi capelli come quell’asfalto grigio chiaro che hai sempre odiato, stavolta impregnato di pioggia.
Un giorno la tua schiena non ce la farà più a sostenere il peso, il peso dei dolori, il peso dei ricordi, il peso degli anni, e allora vedrai che, piano piano, si calerà verso terra, e di certo vorrà farti crollare insieme a lei.
Così tu cercherai di restare ancora in piedi, rincorrendo qualcosa, qualcuno, che ti tenga ancora in piedi. E chissà, tuo figlio, o tuo marito, o la tua amica di una vita, ti tenderanno una mano, e grazie a quella mano, sarai più forte della tua schiena.
Un giorno avrai più tempo per leggere, avrai più tempo per capire.
Quel giorno osserverai i bambini giocare al parco, magari lanceranno il pallone proprio accanto alle fragili ossa dei tuoi piedi, tu lo raccoglierai, e delicatamente lo porgerai a loro, accennando un finto sorriso.
E fidati di me, ti scapperà una lacrima, e subito dopo te ne scapperà un’altra, fino a fissare il cielo per smettere.
Fisserai il cielo, e realizzerai che il tempo passa, e tu, beh… tu, in quel momento, sarai più vicina al cielo rispetto a quei bambini.
Un giorno avrai paura di scordare il gas acceso, avrai paura di scottarti ai fornelli, di far freddare il pranzo, ma più di tutto, avrai paura di scordare il nome dei tuoi nipotini.
Perché, cazzo, non è vero che la paura prima o poi passa.
La paura è un continuo crescendo.
La paura, col suo bell’abito nero, ti accompagnerà fino all’altare della morte.
Però, un giorno, i tuoi mostri interiori cresceranno con te, e moriranno prima di te.
Quel giorno sarà il giorno in cui ti sentirai svuotata di tutto il male che avrà attanagliato la tua esistenza, e sarà una sensazione così bella, ma così bella, che probabilmente ci scriverai una pagina di diario.
Un giorno avrai più tempo per scrivere quello che non hai mai avuto il coraggio di raccontare.
Un giorno la carta starà lì, per te, ad ascoltarti più di quanto faranno le persone.
Poi ricorderai di quando, da ragazza, le persone erano esattamente così, e tu eri costretta a massacrare i fogli d’inchiostro e rabbia.
Un giorno ripenserai agli amori-confetto, quelli perfetti fuori e marci dentro, proprio come i confetti andati a male. Poi volgerai lo sguardo alla tua destra, e lì, seduto a tavola, ci troverai un vecchietto col giornale e due enormi occhiali da vista appesi alle orecchie, che gli ricadranno sul suo decennale maglione blu.
Quell’uomo, lo saprai bene, sarà lo stesso che dicendo: “vieni a vivere con me?” ti aveva proposto anche: “aspetti di morire insieme a me?”
Un giorno ti farai i complimenti per il coraggio.
-
Ti ricordi quando, a scuola, cancellavi alla lavagna e notavi quella polvere di gesso che cadeva giù e si ammassava tutta all’estremità inferiore?
Quella lavagna sarà il tuo futuro, e ti prego di non lasciarla vuota, e ti prego anche di non cancellare niente, neanche le brutte esperienze.
Perché, vedi, un giorno, potrai assistere al panorama di una lavagna scritta interamente a mano, con le tue mani, fino alla fine, fino a riempire il legno intorno.
Niente polvere di gesso, niente macerie, solo tante parole in bianco.
E sì, ti farai davvero i complimenti per il coraggio.
Un giorno, pieno di ricordi e rughe, ce l’avrai fatta."

cassandrablogger

Dio sta ragazza

(via madnessg)

Poesia.

(via sanguedinchiostronero)

Cazzo quanto aspetto il tuo libro.
Scrittrice. Sei una scrittrice santoddio! ❤️

(via uncasinoinnamorato)

Cristo, quanto piango.

(via troppoprestoperandarvia)

io non reggo sto piangendo.

(via nonsadiessereperfetta)

dio, dimmi quando uscirà il tuo libro. saró la prima a comprarlo. sto piangendo..

(via momentsasfj)

È la cosa più bella che io abbia mai letto.

(via quellaragazzatroppotimida)

Dio, io amo questa ragazza

(via non-sono-quella-che-pensate)

occhipieni-dite:

“Lo guardavo come si guarda il mare alla fine dell’estate.”

occhipieni-dite:

Lo guardavo come si guarda il mare alla fine dell’estate.
"Vi vorrei parlare di Maria. Lei era una signora di 83 anni. L’ho conosciuta per caso, andando a trovare mia madre, geriatra, a lavoro. Aveva alzheimer, la malattia più brutta che possa esistere. Era sola, il marito morto di tumore e l’unica figlia che aveva viveva in Germania e tornava in italia una volta all’anno. Da due anni era ricoverata lì, in quel posto che segnava l’ultima tappa della vita per una persona malata. Io stavo camminando lungo il corridoio quando vidi questa signora che mi stava osservando. Aveva i capelli bianchi, gli occhi verdi smeraldo imprigionati dalle rughe sul viso e indossava un pigiama rosa confetto. Mi avvicinai e le chiesi se avesse bisogno di qualcosa. “Portami a Roma” fu la sua risposta. Siccome mia madre mi raccontava ogni giorno la sua giornata, quante persone riusciva a salvare e quante le morivano sotto gli occhi, sapevo che una persona malata di alzheimer la devi solamente assecondare per non farle perdere quel poco di speranza che le rimane. Così le dissi che l’avrei portata, ma non quel giorno perchè pioveva e non potevamo ammirare la bellezza senza tempo della capitale. Accennò un sorriso e iniziammo a parlare. Mi raccontò quel poco che ricordava della sua vita, di sua figlia, suo marito, i suoi nipoti. Mi descrisse i luoghi che visitò e le persone che conobbe, la maggior parte inventate. Ero così incantata dal suo discorso che non mi accorsi che erano le otto e dovevo tornare a casa. La salutai e le promisi che il giorno dopo sarei tornata e le avrei raccontato della mia vita. E così feci. Mi inventai situazioni che non avevo mai vissuto ed ogni volta che la vedevo sorridere mi si stringeva il cuore. Questa storia andò avanti per tre mesi ed ogni giorno, dopo scuola, andavo lì a tenerle compagnia. Nonostante fossi una sconosciuta, ero la sua famiglia. Pensate che non sapeva neanche quale fosse il mio nome e quale fosse realmente la mia storia, eppure sembrava mi conoscesse meglio di chiunque altro. Però sapevo che stavo giocando con il fuoco. Sapevo che non le restava molto tempo per vivere, ma ormai il danno era fatto, ormai mi ero affezionata a lei e per questo continuai a farle visita. Un giorno freddo di novembre, mentre fuori stava diluviando, la trovai in ginocchio che pregava. Io non credo in Dio, ma sono una persona che rispetta le opinioni altrui e sono curiosa di sapere cosa le spinge a fare determinate scelte. Così aspettai che finisse e le domandai cosa chiedeva a quello che voi chiamate dio. ” Io non gli chiedo niente. Io lo ringrazio. Lo ringrazio di avermi fatto vivere la mia vita, di avermi fatto conoscere l’amore e di avermi mandato un angelo come te.” Rimasi sbalordita da quelle parole. Quanta forza c’è in una persona del genere? Apparentemente fragile ma realmente forte come un uragano? Quanto coraggio ci vuole per ringraziare un dio delle cose belle vissute, invece di maledirlo per tutto il dolore sopportato, maledirlo per averle tolto la memoria, i ricordi? Non è una cosa da tutti, ma lei era speciale. Quel giorno mi richiese quando l’avrei portata a Roma per farle vedere il Colosseo, ed io le risposi per l’ennesima volta il giorno in cui non ci sarebbe stata la pioggia. “Va bene, mi fido di te.” furono le ultime parole che mi disse. Il giorno dopo morì. Quel giorno, il 16 novembre, c’era il sole. Quel giorno, il 16 novembre, gli occhi di maria si chiusero per sempre. Quel giorno, il 16 novembre, ho pianto fino ad esaurire le lacrime. Quel giorno, il 16 novembre, ringraziai dio. Lo ringraziai per avermi fatto conoscere una persona così speciale e non gli dissi più niente. Spero solo che se esiste davvero un dio, protegga lei e tutte le persone con una forza del genere. Quel giorno, il 16 novembre, sono andata a Roma. Sono arrivata davanti al Colosseo ed ho sentito un brivido sulla mia pelle e non mi sono sentita sola. La sensazione più bella di tutta la mia vita. Cara Maria, spero solo che tu abbia trovato la felicità che meriti. Ti voglio bene."

corriavantiescartalitutti (via corriavantiescartalitutti)

Ho i brividi.

(via dentroavevalatempesta)

Piango

(via nottedimezzaestate)

Le lacrime

(via laragazzaconlaforzadiunesercito)

I brividi..le lacrime.

(via fammil-amore)

le lacrime

(via tremando)

Oddio..

(via vividasempredentrome)